Film in concorso

INVENZIONI DAL VERO – PARMA FILM FESTIVAL 2018

FILM IN CONCORSO

Sentinelle del Nulla.
Il cinema esistenzialista di Luigi Di Gianni

Titolo: Sentinelle del Nulla – Il cinema esistenzialista di Luigi Di Gianni

Regia: Cristiano Bellemo, Silvia Dal Bello, Roberta Nagliati, Anna Sinigaglia

Soggetto e scenenggiatura: Cristiano Bellemo, Silvia Dal Bello, Roberta Nagliati, Anna Sinigaglia

Montaggio: Cristiano Bellemo, Silvia Dal Bello, Roberta Nagliati, Anna Sinigaglia

Fotografia: Tommaso Brugin

Musica: Stefano Bellemo (Olivio Fass)

Produzione: Laboratorio di Videoscrittura DAMS (Dipartimento di Beni culturali)

Anno: 2017

Università: Università degli Studi di Padova

Sinossi: Questo documentario biografico indaga l’opera cinematografia del regista Luigi Di Gianni. Il percorso analitico si snoda attraverso il racconto di una vita dedicata al cinema. Il suo è un percorso assolutamente personale, basato su un’estetica fotografica d’altissimo livello, che attraversa il documentario metafisico “demartiniano”, il cinema di finzione di spirito kafkiano, i mediometraggi dedicati ai reportage, anche drammatici, come nel caso del suo film La tragedia del Vajont (1963). Su tutta l’opera di Di Gianni aleggia lo spirito filosofico esistenzialista che ha marcato una carriera colta, culturalmente efficace, intrisa di una curiosità straordinaria nel disegnare personaggi, ambienti e smarrimenti dall’animo umano, li dove si stagliano le “sentinelle del nulla” di stampo heideggeriano.

La ragionevole Follia.
Vita di Mario Lanfranchi

Titolo: La ragionevole Follia. Vita di Mario Lanfranchi

Regia: Michela Benvegnù, Enrico Nanni

Soggetto e sceneggiatura: Michela Benvegnù, Enrico Nanni, Diego Bertolotti

Montaggio: Michela Benvegnù

Fotografia: Diego Bertolotti

Musica: Gian Maria Pierotti

Produzione: Università di Parma, Fondazione Solares

Anno: 2017

Università: Università di Parma

Sinossi: Un ritratto di Mario Lanfranchi tra cinema, teatro e televisione realizzato fra le sue sfarzose mura domestiche. Lanfranchi è un uomo dai molti saperi, ha tante doti e qualità. Fortuna e virtù lo hanno guidato lontano, e dopo infinite peripezie, è tornato alla casa degli avi, dove oggi sfida gli amici a spettacolari gare di biliardo. Un ritratto coeso ma scomponibile in fasi, avventure, passioni, che si succedono e metamorfizzano facendolo apparire nelle vesti dell’attore drammatico, del regista teatrale, cinematografico e televisivo. Una vita spettacolare, pirotecnica e ipercinetica…

Love is the warmest colour

Titolo: Love is the warmest colour

Regia: Licia Bianchi, Vittorio Gargiuolo, Margherita Moro, Gaetano Savio Intilla

Soggetto e Sceneggiatura: Licia Bianchi, Vittorio Gargiuolo, Margherita Moro, Gaetano Savio Intilla

Montaggio: Licia Bianchi, Vittorio Gargiuolo, Margherita Moro, Gaetano Savio Intilla

Fotografia: Licia Bianchi, Vittorio Gargiuolo, Margherita Moro, Gaetano Savio Intilla

Musica: Licia Bianchi, Vittorio Gargiuolo, Margherita Moro, Gaetano Savio Intilla

Produzione: Laboratorio di Cinema Documentario e Sperimentale diretto da Marco Bertozzi, Università IUAV di Venezia.

Anno: 2017

Università: Università IUAV di Venezia

Sinossi: Il film indaga il conflitto sociale scatenatosi nel 2013 a seguito della proposta del D.D.L. Scalfarotto. Protagonisti di questa protesta sono le Sentinelle in piedi, un movimento che si riunisce nelle piazze d’Italia per vegliare sulla tutela dei valori della famiglia tradizionale e per opporsi al riconoscimento dei diritti civili LGBTIQ. Attraverso materiale d’archivio, interviste, documenti estratti dalle manifestazioni e comunicati stampa ufficiali di entrambi i movimenti, è stata ricreata una drammaturgia che reinterpreta tale conflitto. Ispirata al procedimento iconologico warburghiano è l’intromissione dei tableaux vivants, giocati sulla decontestualizzazione di alcune pose plastiche della storia dell’arte, mediante l’uso del rallenty e di sottili elementi di contrasto volti ad enfatizzare la frizione delle relazioni sociali sul concetto di famiglia, sessualità, naturalità e legittimità. La scelta di questo titolo fa riferimento alla Rainbow Flag. Na non solo. Esso è anche il verso di una canzone degli Alt-j, che si riferisce, direttamente, al film Blue is the warmest colour (Abdellatif Techiche, 2013) e, indirettamente, al movimento repubblicano che in America si schierò contro l’omosessualità. Ponendosi come uno strumento d’indagine, il documentario, vuole stimolare lo spettatore a porsi delle domande su alcuni dei temi attuali circa la definizione etico-morale del concetto di famiglia, offrendo allo sguardo la possibilità di considerare quei “limiti” che sono insiti nella nostra società.

Viaggio a Stoccolma

Titolo: Viaggio a Stoccolma

Regia: Gabriella Rosaleva

Soggetto e Sceneggiatura: Alessandra Pigliaru, Gabriella Rosaleva

Montaggio: Luisa Cutzu

Fotografia: Giusy Calia

Musica: Marina Mulopulos, Raimondo Dore

Produzione: Regione Autonoma Sardegna, Università degli Studi di Sassari, Laboratorio offi_CINE

Anno: 2017

Università: Università degli Studi di Sassari

Sinossi: Tema centrale del progetto è il viaggio a Stoccolma che Grazia Deledda compie nel dicembre del 1927 per ritirare il Premio Nobel per la Letteratura, assegnatole nel 1926. Durante quel lungo e snervante viaggio, accompagnata dal marito, Grazia vivrà una serie di flashback che la porteranno a ripercorrere alcuni momenti fondamentali della propria esistenza, come uno dei primi “incontri” con la neve o la morte della sorella. Sognerà di tornare alla Terra, di incontrare i personaggi dei suoi romanzi e di intrattenere con loro discussioni sul senso dello scrivere, della memoria e della vita stessa. L’ideazione e la regia del film sono di Gabriella Rosaleva, nome prestigioso del cinema e della televisione italiana. Alla base del cortometraggio c’è un’innovativa sinergia produttiva tra il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari e la Regione Autonoma Sardegna. La realizzazione del corto, coordinata da Lucia Cardone – docente di cinema all’Università di Sassari – e Giovanna Maina – assegnista presso lo stesso Ateneo –, ha coinvolto direttamente le e gli studenti del laboratorio offi_CINE del Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali, coordinati da Luisa Cutzu.

Balagan

Titolo: Balagan

Regia: Giuditta Di Marco

Soggetto e Sceneggiatura: Giuditta Di Marco

Montaggio: Giuditta Di Marco

Fotografia: Giuditta Di Marco

Musica: Mauro Grossi, Matteo Scarpettini, Coro Ernesto Ventura

Anno: 2017

Università: Università degli Studi di Firenze

Sinossi: L’audiovisivo ha fatto parte di un progetto svolto all’interno dell’Ateneo fiorentino, “Filmare le Arti”. Scopo ricerca era di indagare il territorio toscano e le manifestazioni artistiche che lo interessano. Nel video assistiamo alle riprese dell’evento Balagan che si svolge nel periodo estivo all’interno dei locali della Sinagoga di Firenze. La manifestazione propone serate di concerti e spettacoli di vario tipo; nella data del 22 giugno del 2017 era ospite una rappresentanza di artisti di Livorno. Le immagini e l’audio della serata si intrecciano alle testimonianze di un componente della comunità ebraica livornese, Aldo Liscia, che ripercorre i suoi ricordi di ragazzo durante l’estate del 1938, alla notizia dell’emanazione delle leggi razziali. Il racconto è accompagnato da immagini di pellicole dell’epoca concesse dalla famiglia Liscia che ne mostrano alcuni momenti di tempo libero.

Viaggio nei mondi dei piccoli istanti che ci dividono

Titolo: Viaggio nei mondi dei piccoli istanti che ci dividono

Regia: Luca Di Paolo

Soggetto e sceneggiatura: Luca Di Paolo

Montaggio: Luca Di Paolo

Fotografia: Samir Iacovone

Musica: Massimiliano Mascaro, Marco Prestanicola, Valerio Di Paolo

Produzione: Luca Di Paolo, Niko Marinelli, Lorenzo Bagnato, Luca Salvi

Anno: 2018

Università: Sapienza Università di Roma

Sinossi: Viaggio nei mondi dei piccoli istanti che ci dividono analizza l’attimo della scelta. Un ragazzo si trova ogni giorno alla fermata dell’autobus accanto ad una coetanea di cui si innamora, ma è bloccato in un istante infinito d’indecisione, rappresentato da una casa in cui ogni accesso è bloccato. Quell’attimo contiene in sé infinite possibilità, il ragazzo si esprime attraverso la sua arte, la pittura, disegnando nel concreto il suo sogno: una scena d’amore non realizzata con un atto sessuale, ma con un dipinto sul corpo di lei che si armonizza con il disegno sulla parete della casa.

Silvia

Titolo: Silvia

Regia: Alexander Edwards

Soggetto e Sceneggiatura: Alexander Edwards

Montaggio: Alexander Edwards

Fotografia: Edoardo Vojvoda

Musica: Denis Ronchese, Antonio Sommariva

Produzione: Alexander Edwards

Anno: 2017

Università: Università degli Studi di Udine

Sinossi: Silvia, ragazza di diciannove anni, vive in balia degli eventi in un piccolo paese di provincia con suo padre e suo fratello più piccolo. È frustrata dalla sua vita monotona, da un padre nullafacente e dal suo umile lavoro di commessa. Per lei sembra non esserci un futuro. Sogna una vita felice e piena di opportunità. Questo, insieme alla paura di un futuro triste e infelice, l’ha portata ad accettare la proposta di partire per l’estero con il suo fidanzato Franco, per poter iniziare una vita nuova, dove potrebbe essere felice. Prima di partire però si lascia cogliere dai dubbi, in conflitto tra il nido familiare e l’esperienza dell’ignoto. Dopo aver avuto un confronto con il fratello e successivamente con il padre, va in stazione. Il treno è sul punto di partire. Colta da una rinnovata indecisione, pensa alla promessa fatta alla madre di tenere unita la famiglia. Rimane immobile e non segue il fidanzato. Lo guarda partire con sguardo deciso, lo sguardo di chi ha preso in mano la propria vita.

Mario Lanfranchi. Un regista per tutte le stagioni

Titolo: Mario Lanfranchi. Un regista per tutte le stagioni

Regia: Loris Casadei, Pietro Fanton, Carlo Stamilla

Soggetto: Mirco Melanco

Sceneggiatura: Loris Casadei, Pietro Fanton, Carlo Stamilla

Montaggio: Loris Casadei, Pietro Fanton, Carlo Stamilla

Fotografia: Antonio Zanonato, Tommaso Brugin, Raffaele Pizzatti Sertorelli, Carlo Ghidini

Musica: Musica d’archivio

Produzione: Mirco Melanco

Anno: 2017

Università: Università degli Studi di Padova

Sinossi: Mario Lanfranchi è stato uno dei protagonisti della vita culturale italiana della seconda meta del secolo scorso. Dopo gli studi compiuti all’Accademia di Arte drammatica è stato uno dei primi organizzatori artistici della Rai ed è noto in particolare per l’introduzione dei primi sceneggiati televisivi e di importanti opere liriche (che, lasciata la Rai, continuerà a dirigere alla Fenice di Venezia e al Verdi di Trieste). Appartengono anche alla sua creatività, alcune memorabili pubblicità di Carosello, come Jo Condor per la Ferrero. Lanfranchi è poi approdato alla regia cinematografica negli anni ‘70. Il suo primo film è Sentenza di morte (1967) con Tomas Milian, Enrico Maria Salerno e Adolfo Celi. Protagonisti della sua sua ultima opera, Venezia, Carnevale, un amore (1982), sono invece Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Charles Aznavour e Peter Ustinov. A Londra ha promosso importanti musical di fama mondiale fra i quali Chitty Chitty Bang Bang. Uomo di passioni, collezionista d’arte, d’armi, di automobili, levrieri e libri. Ora, a 92 anni, continua a contribuire alla vita culturale italiana organizzando eventi nella sua villa di Santa Maria del Piano presso Parma. Con questo lavoro abbiamo voluto onorare la sua attività e allo stesso tempo raccontare un periodo in cui la vita culturale italiana era punto di riferimento nel mondo.

Tra le mura

Titolo: Tra le mura

Regia: Valerio Ferrara

Soggetto e Sceneggiatura: Valerio Ferrara

Montaggio: Giorgio Todesco

Fotografia: Federico Todesco

Musica: Alessandro Speranza

Produzione: Redroom Produzioni

Anno: 2018

Università: Sapienza Università di Roma

Sinossi: Roma. In un futuro prossimo tutti gli stranieri devono essere espulsi. Le vecchie clientele politiche sono state eliminate, i controlli incentivati: è nata la Nuova Nazione. Tra le mura di un appartamento, un giovane professore offre protezione alla propria compagna straniera.

Techra

Titolo: Techra

Regia: Antonio Di Ronza, Jacopo Galli, Martina Ferrari, Carlo Alberto Magnani, Emilia Arisi

Soggetto e Sceneggiatura: Antonio Di Ronza, Jacopo Galli, Martina Ferrari, Carlo Alberto Magnani, Emilia Arisi

Montaggio: Antonio Di Ronza, Jacopo Galli, Martina Ferrari, Carlo Alberto Magnani, Emilia Arisi

Fotografia: Antonio Di Ronza, Jacopo Galli, Martina Ferrari, Carlo Alberto Magnani, Emilia Arisi

Musica: Jacopo Galli, Alessandro Scillitani

Produzione: Alessandro Scillitani-VideoLab

Anno: 2018

Università: Università di Modena e Reggio Emilia

Sinossi: Vite di campagna, vite da social. Un racconto bizzarro e inedito, che mette in relazione ciò che apparentemente non è in relazione. Techra (la parola stessa lo suggerisce) è il risultato di un’indagine che va dalla terra alla tecnologia, fermandosi fra le piccole realtà che si incontrano lungo questi due poli – forse neanche così opposti -. Il documentario è stato realizzato nell’ambito del progetto “VideoLab”, promosso dalla provincia di Reggio Emilia e supportato dal Dipartimento di Comunicazione ed Economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Lessico familiare

Titolo: Lessico familiare

Regia: Mirco Bimbi, Francesca Filisetti, Alessia Prati, Matias Julian Nativo

Soggetto e Sceneggiatura: Mirco Bimbi, Francesca Filisetti, Alessia Prati, Matias Julian Nativo

Montaggio: Mirco Bimbi, Francesca Filisetti, Alessia Prati, Matias Julian Nativo

Fotografia: Francesca Filisetti, Alessia Prati

Musica: Mirco Bimbi, Matias Julian Nativo

Produzione: Mirco Bimbi, Francesca Filisetti, Alessia Prati, Matias Julian Nativo

Anno: 2018

Università: Università IUAV di Venezia

Sinossi: Italia. Fine anni ’90. Una famiglia qualunque. Che cosa distingue il girato di un padre da quello di una figlia? In che modo le immagini possono tradurre le relazioni familiari e il rapporto con il mondo? Dove si situa il confine tra ciò che decidiamo di tenere e ciò che il ricordo non può più contenere? A distanza di venti anni l’Archivio dei film delle vacanze viene riaperto e riattivato; lo sguardo del presente si inserisce tra le pieghe create dalle immagini del passato donando ai ricordi una nuova veste. Un montaggio serrato concorre a esplicitare leggi e significazioni già implicate nelle immagini, facendole esplodere. Tuttavia qualcosa rimane fuori fuoco. Solo le immagini rimangono là a veicolare ciò che il tempo ha cancellato. Inconscio dell’uomo. Inconscio della storia. Immagine sintomo.

La Festa Muratoria

Titolo: La Festa Muratoria

Regia: Flavia Banchi, Matteo Cassan, Mia D. Suppiej, Ludovico Franzolini

Soggetto e Sceneggiatura: Flavia Banchi, Matteo Cassan, Mia D. Suppiej, Ludovico Franzolini

Montaggio: Flavia Banchi, Matteo Cassan, Mia D. Suppiej, Ludovico Franzolini

Fotografia: Flavia Banchi, Matteo Cassan, Mia D. Suppiej, Ludovico Franzolini

Musica: Ludovico Franzolini

Produzione: Flavia Banchi, Matteo Cassan, Mia D. Suppiej, Ludovico Franzolini

Anno: 2017

Università: Università IUAV di Venezia

Sinossi: La festa muratoria è il processo di edificazione di un muro attraverso imposizioni corporali e sociali. Tre diverse figure, dei tableau vivant, compongono una struttura similare alla costruzione di un idolo sacro e pagano. Una voce sintetica impone, dall’esterno, comandi e osservazioni riguardanti il corpo e il suo comprimersi e torcersi, mentre un coro distorto si decompone nell’aria. L’opera è una metafora delle dittature reali e mentali, che passo dopo passo portando alla mutazione dell’individuo.

Io Pardeep

Titolo: Io Pardeep

Regia: Amedeo Cavalca, Stefano Tedesco

Soggetto e sceneggiatura: Amedeo Cavalca, Stefano Tedesco

Montaggio: Amedeo Cavalca, Stefano Tedesco

Fotografia: Amedeo Cavalca, Stefano Tedesco

Musica: Krishna Das

Produzione: Università di Parma, Cineteca di Bologna, Fondazione Solares

Anno: 2017

Università: Università di Parma

Sinossi: Il docu-film racconta la storia di Pardeep Singh, ragazzo indiano trasferitosi in Italia con i genitori per esigenze lavorative. Passa la sua gioventù tra scuola, rugby e lavoro in stalla, ma raggiunta la maggiore età decide di lasciare casa per seguire la sua passione, il rugby. Dopo molte difficoltà riesce a trovare la sua dimensione: gioca in serie A con il rugby Noceto, trova lavoro come barista e tuttofare in un’azienda di Parma e si fidanza con Elena. La coppia sta per avere la loro primogenita, Gemma, ed è proprio in questo periodo che Pardeep vive una crisi identitaria legata alle sue origini. Il protagonista rigetta il suo passato e si sente completamente italiano: con che cultura crescerà sua figlia Gemma?

Renaissance meets contemporary

Titolo: Renaissance meets contemporary

Regia: Ksenia Kislova

Soggetto e Sceneggiatura: Ksenia Kislova

Montaggio: Ksenia Kislova

Fotografia: Ksenia Kislova

Musica: Mujuice

Anno: 2017

Università: Università degli Studi di Firenze

Sinossi: Il video è destinato a mostrare la relazione tra l’arte rinascimentale, il paesaggio fiorentino e la street art nel mondo d’oggi.

Io c’ero

Titolo: Io c’ero

Regia: Lorenza Adessi, Eleonora Boraggini, Beatrice Marotta, Ilaria Pisanu

Soggetto e Sceneggiatura: Lorenza Adessi, Eleonora Boraggini, Beatrice Marotta, Ilaria Pisanu Montaggio: Lorenza Adessi, Eleonora Boraggini, Beatrice Marotta, Ilaria Pisanu

Fotografia: Lorenza Adessi, Eleonora Boraggini, Beatrice Marotta, Ilaria Pisanu

Musica: Lorenza Adessi, Eleonora Boraggini, Beatrice Marotta, Ilaria Pisanu

Produzione: Lorenza Adessi, Eleonora Boraggini, Beatrice Marotta, Ilaria Pisanu

Anno: 2018

Università: Università IUAV di Venezia

Sinossi: Trasmigrare, passaggio dell’anima da un corpo a un altro, secondo la dottrina della metempsicosi: la credenza che l’anima, dopo la morte del corpo, trasmigri in un altro essere. Discoteca, luogo di ritrovo, frequentato per lo più da giovani, dove si può ballare al suono di musica registrata. Cosa rimane di questi grandi mostri, abbandonati e seminati come tombe aperte in cimiteri di ricordi? La memoria ed il ricordo delle voci di alcuni dei protagonisti di quel mondo, i dj, interrogano questi luoghi e si chiedono che cosa abbiano ancora da raccontare, cosa sopravviva oltre le macerie. C’è qualcosa che va oltre quei fantasmi danzanti? Questo è un viaggio alla ricerca di un’anima che persiste.

Un mondo altro

Titolo: Un Mondo Altro

Regia: Andrea Alberici, Elisa Caccioni, Matteo Fornari, Carlotta Marchesini, Mathias Mocci, Noemi Verrina

Soggetto e Sceneggiatura: Andrea Alberici, Elisa Caccioni, Matteo Fornari, Carlotta Marchesini, Mathias Mocci, Noemi Verrina

Montaggio: Andrea Alberici, Elisa Caccioni, Matteo Fornari, Carlotta Marchesini, Mathias Mocci, Noemi Verrina

Fotografia: Andrea Alberici, Elisa Caccioni, Matteo Fornari, Carlotta Marchesini, Mathias Mocci, Noemi Verrina

Produzione: Cineteca di Bologna, Università di Parma, Fondazione Solares

Anno: 2017

Università: Università di Pama

Sinossi: Un mondo altro porta gli spettatori dietro le quinte del Teatro Regio di Parma, con gli occhi privilegiati della direttrice di scena: Donatella. Nella tensione per il raggiungimento della perfezione, il vasto organico del Teatro Regio lavora con estrema dedizione. Attraverso lo sguardo privilegiato della direttrice di scena si svela il dietro le quinte dell’opera verdiana del Falstaff, nei magici istanti che precedono la “prima”. Quello di Donatella è un mestiere duro e coraggioso, che sembra lasciare poco spazio alla vita privata ma che nasconde un atto d’amore e di sacrificio per il teatro.

Music & Colours – Effetto Venezia 2016

Titolo: Music & Colours – Effetto Venezia 2016

Regia: Dario Monaci

Soggetto e Sceneggiatura: Dario Monaci

Montaggio: Dario Monaci

Fotografia: Dario Monaci, Camilla Laponti, Andrea Ragghianti

Musica: Tinariwen

Produzione: Dario Monaci

Anno: 2016

Università: Università degli Studi di Firenze

Sinossi: Effetto Venezia è un grande evento musicale che si svolge a Livorno, nel quartiere storico “La Venezia”, dal 27 al 31 Luglio. Dal tramonto fino a notte fonda, strade e piazze diventano luogo di spettacoli musicali, teatro di strada, installazioni artistiche e giochi di luce.

Flash Mob Art Lab

Titolo: Flash Mob Art Lab

Regia: Lab. Cinema Privato

Soggetto e Sceneggiatura: Lab. Cinema Privato, Luca Nardi

Montaggio: Luca Nardi

Fotografia: Lab. Cinema Privato

Musica: New Rag-Allegro moderato

Produzione: Luca Nardi (con il supporto del Lab. Cinema Privato)

Anno: 2017

Università: Università degli Studi di Firenze

Sinossi: Mentre gli occhi digitali si moltiplicano, la statua di Dante Alighieri osserva idealmente il flash mob dall’alto della storia e della tradizione culturale. Gli strumenti suonano per mano di giovani ragazzi e ragazze solo dopo che il sommo poeta ha messo piede nella sua Firenze, in una simbolica realtà in cui Dante può tornare in vita idealmente per mezzo di una statua, citando così la filosofia hegeliana dell’antico che si confronta con il moderno e dell’importanza della statua come incarnazione del divino. Vincitore della menzione speciale della seconda edizione del concorso Filmare le Arti, organizzato dall’Università di Firenze.

Lavorare stanca

Titolo: Lavorare stanca

Regia: Simone Capoferri, Emilia Curatola e Luna Pittau

Soggetto e Sceneggiatura: Simone Capoferri, Emilia Curatola e Luna Pittau

Montaggio: Simone Capoferri, Emilia Curatola e Luna Pittau

Fotografia: Simone Capoferri, Emilia Curatola e Luna Pittau

Musica: Simone Capoferri, Emilia Curatola e Luna Pittau

Produzione: Laboratorio di Cinema Documentario e Sperimentale diretto da Marco Bertozzi

Anno: 2018

Università: Università IUAV di Venezia

Sinossi: Lavorare stanca vuole unire diversi momenti vissuti e registrati a Tavernelle, piccolo paesino della Lunigiana in cui vive una famiglia di pastori: il padre Giancarlo che alleva le pecore e le capre, la madre Claudia che fa la ricotta e il pecorino, il figlio Davide che aiuta entrambi. Il video, gioco tra immagini e suoni, forme, colori e movimenti che si richiamano fra di loro, tenta di ricomporre – grazie al montaggio – il sistema di relazioni di Tavernelle, caratterizzato da interazioni ritmate e unificanti tra l’ambiente, gli individui, le materie, gli animali e i diversi prodotti. In questo modo di vivere particolare, tutti gli elementi hanno un valore proprio e sono allo stesso tempo interdipendenti. Vita e lavoro s’intrecciano allora al punto di diventare indissociabili l’uno dell’altro.

Cose

Titolo: Cose

Regia: Enrico Del Gamba, Sara Pigozzo, Martina Rossetti e Roberta Semeraro

Soggetto e Sceneggiatura: Sara Pigozzo, Martina Rossetti

Montaggio: Sara Pigozzo, Martina Rossetti e Roberta Semeraro

Fotografia: Enrico Del Gamba, Sara Pigozzo, Martina Rossetti

Musica: Marino Cavalca (musiche originali), Roberta Semeraro (suono presa diretta), Sara Pigozzo, Martina Rossetti (post-produzione audio).

Produzione: Enrico Del Gamba, Sara Pigozzo, Martina Rossetti e Roberta Semeraro

Anno: 2017

Università: Università di Parma

Sinossi: Le cose sono gli oggetti ovvi, quotidiani, che ricoprono le pareti di un anomalo museo. Il Museo “Ettore Guatelli” di Ozzano Taro. Sono oggetti che parlano, come voci di racconti lontani presenziando come costante colonna sonora. Cose è un viaggio nel cuore della vita di questo museo, sul tempo e la storia che lo attraversano, il tentativo di raccontare ciò che questo luogo era per chi lo ha concepito e ciò che è oggi, in un costante dialogo fra passato e presente. La ricerca, il riutilizzo e la reinterpretazione sono i pilastri sui quali il museo è stato creato e le coordinate con le quali ci si è mossi nella realizzazione di questo documentario e nel racconto di questo luogo tanto affascinante, quanto inquietante. “Cose” nel suo essere nome indeterminato e comprensivo, plurale e quotidiano, apparentemente neutro, ma sempre disponibile a riempirsi di significati – che possono appartenere alla sfera del tangibile o dell’intangibile – riassume in un lessema ciò che le immagini riempiono di significato.

ALLEGRETTO, non troppo veloce

Titolo: ALLEGRETTO, non troppo veloce

Regia: Francesca Della Seta, Ionut Popa, Teresa Satta

Soggetto e Sceneggiatura: Teresa Satta

Montaggio: Ionut Popa

Fotografia: Francesca Della Seta

Musica: Ionut Popa

Produzione: Della Seta, Popa, Satta.

Anno: 2017

Università: Università IUAV di Venezia

Sinossi: BORDERS. Quanti confini ci si presentano prima di arrivare al confine assoluto? Guardiamo al tempo che passa, cercando nel profondo di quelli che sono più di semplici templi di carne, fatti di pelle cadente e rughe profonde: i corpi dei nostri nonni. Guardiamo all’umano come a un’entità, un corpo, un palinsesto – un orologio vivente – concentrandoci nel suo atto finale in cui irrompe la lentezza, in cui le possibilità diminuiscono e i gesti diventano più isolati. Tre giovani nipoti viaggiano insieme per cercare i segni della vecchiaia nella quotidianità di ciascuno dei loro nonni – che “recitano” individualmente, narrazioni differenti sullo scorrere inesorabile del tempo.

L’ultimo piano

Titolo: L’ultimo piano

Regia: Alessandro Zannini

Soggetto e Sceneggiatura: Alessandro Zannini

Montaggio: Francesco Di Muro, Alessandro Zannini

Anno: 2017

Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Sinossi: Com’è vivere all’ultimo piano? Che senso può avere abitare sulla sommità dei palazzi più alti, in una città di provincia? Provano a spiegarcelo Claudia, Andrea, Luciano, Primo, Lamin e Aliou attraverso sensazioni, aneddoti e vissuti personali, dimostrandoci come essi siano quotidianamente sorpresi dalla bellezza e dalla varietà del panorama che li circonda.

Street Art. L’ora legale

Titolo: Street Art. L’ora legale

Regia: Bettina Zironi

Soggetto e sceneggiatura: Lorenzo Reverberi

Montaggio: Alessio Gentile

Musica: Lorenzo Reververi, Alessandro Scillitani, Antonio Gallusi

Produzione: Alessandro Scillitani

Anno: 2018

Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Sinossi: A Reggio Emilia, dicono, c’è il primo graffito della storia. Le scritte sui muri sono nate per comunicare storie illegalmente, di nascosto, come protesta. Da qualche tempo però qualcosa è cambiato. Sia gli enti pubblici che privati commissionano opere per le pareti degli edifici, i musei vogliono esporre i muri nelle loro gallerie. Nascono così mostre fisiche e virtuali. Ma cos’è rimasto dell’energia creativa, ora che la street art è diventata un movimento legale e popolare?