Pittori di Cinema e Notti Magiche protagonisti della terza giornata del Parma Film Festival

di redazione Capas


Anche la terza giornata del Parma Film Festival si è aperta con il Cinebreakfast, una serie di workshop organizzati per gli studenti delle superiori riguardanti le proiezioni del giorno precedente, attività che permettere ai giovani un approccio più consapevole al mondo del cinema.

Nel pomeriggio al cinema Astra è stato protagonista Vito Zagarrio, docente di cinema a Roma Tre e regista, ma anche professore al Corso di Cinema Documentario di Parma. Zagarrio ha presentato il film Fuoricampo (Italia, 2017, 103’) realizzato dal Collettivo Melkanaa, che racconta la storia della Liberi Nantes Football Club, una squadra di calcio composta da rifugiati e richiedenti asilo che non possono concorrere al titolo del campionato in quanto sprovvisti dei documenti richiesti dalla Federazione. “Gli allievi del Collettivo Melkanaa sono riusciti a dare la sensazione di spleen, di solitudine all’interno di una città che li ha accolti, ma non del tutto”, ha affermato Zagarrio. Ecco che ancora una volta lo sport è metafora per parlare di uno dei temi più caldi della situazione odierna.

Contemporaneamente al cinema Edison è stato proiettato il terzo gruppo di documentari in concorso. Viaggio nel mondo dei piccoli istanti che ci dividono è un interessante cortometraggio che cerca di esplorare la condizione dei giovani nella società contemporanea, in maniera molto semplice ma efficace, concentrandosi su quel senso di alienazione provocato dalla tecnologia. Grazie ad atmosfere oniriche e allucinate alla David Lynch e a un plot che richiama Black Mirror sviluppato in maniera molto più intima e personale, si genera un senso di rabbia e frustrazione nello spettatore, non tanto per l’incapacità del protagonista di uscire da questa zona di immobilità in cui ha scelto di rifugiarsi per paura di vivere, ma perché è una condizione ormai fin troppo comune da diventare la normalità. I giovani che raccontano la contemporaneità spesso risultano banali, ma decisamente non in questo caso, come non lo è stato il giovane regista presente in sala che ha saputo trasmettere tutta la sua passione, per un corto che lo ha aiutato a crescere professionalmente e personalmente. Love is the warmest colour, interessante mockumentary sulle sentinelle in piedi, che colpisce lo spettatore allo stomaco grazie ai discorsi contro l’omosessualità recitati dagli attori e dai forti tableaux vivants.Cose documentario sul museo Guatelli, immerge lo spettatore in questo mondo di reliquie affascinanti e inquietanti allo stesso tempo, esaltando l’emilianità dei vari personaggi.Infine Flash mob art lab piccola chicca a chiusura del pomeriggio che mette a confronto antico e moderno nel nostro presente. La presenza dei registi in sala ha reso tutto più vivo ed emozionante, grazie alla possibilità di poter dialogare con giovani autori pieni di entusiasmo.

Alle 18.30 presso la libreria Feltrinelli è stato presentato il volume ‘Pittori di Cinema’ di Maurizio Baroni, il più grande collezionista di manifesti italiani di film che hanno fatto la storia del cinema. Il volume, edito dalla Lazy Dog, contiene le riproduzioni delle locandine collezionate da Baroni durante la sua vita. È la storia di una passione, come ha affermato egli stesso: “a 12 anni ho cominciato a staccare i manifesti fuori dai cinema e da lì è andata tutta in discesa”. Sono 29 i pittori riportato nel volume, che hanno realizzato queste opere d’arte: il cinema è stato anche un pretesto per scoprire dei veri e propri artisti. “C’è uno strano rapporto tra manifesto e film. Molte volte il 30% di chi va a vederlo è attratto dalla locandina e spesso non trova poi corrispondenza nel girato.” La presenza femminile è stata in questo senso strumentalizzata moltissimo e il problema della censura, quasi sempre sul nudo, ha comportato ad artisti fino ad 80 condanne. È il caso di Sandro Simeone che ha realizzato locandine sulla linea dell’arte di Warhol e Guttuso, ma ha ricevuto un trattamento decisamente diverso da questi due grandi interpreti dell’arte contemporanea.

La collezione di Baroni comprende 25.000 pezzi, circa due tonnellate di carta, trasferiti quattro anni fa alla Cineteca di Bologna, che li concede spesso in prestito, come nel caso del materiale su Marcello Mastroianni, ora a Roma per la mostra al Museo dell’Ara Pacis.

Nella sua carriera di collezionista Maurizio Baroni ha incontrato grandi interpreti e registi del nostro cinema, ha ricevuto in regalo i bozzetti delle locandine dai pittori e gli spartiti delle colonne sonore dai musicisti (la sua raccolta comprende 85000 brani!). Oggi i grafici realizzano locandine con grandi sorrisi e poca arte, il collezionista odierno avrebbe ben poco da raccontare.

Alle 21 al cinema D’Azeglio è stato proiettato Notti magiche (Italia, 2018, 125’) di Paolo Virzì.
Alla presenza dei giovani protagonisti Mauro Lamantia e Giovanni Toscano, il pubblico parmigiano ha risposto positivamente, occupando la sala del cinema d’essai fino all’ultimo posto. Ricostruendo l’atmosfera dei mondiali 1990, Virzì racconta la storia di tre giovani aspiranti sceneggiatori, che si ritrovano immischiati nella scena di un delitto, la cui vittima è un famoso produttore cinematografico. Riportando su schermo le contraddizioni e il fascino di quel mondo,
Notti magiche ci fa entrare negli uffici dei grandi del cinema e ci mostra cosa c’è dietro la costruzione di una storia. Il momento dell’idea e il momento della produzione: quanto le grandi sceneggiature hanno spazio nei palinsesti o nelle sale? Ma soprattutto cosa vogliono guardare gli italiani che quella sera guardavano i mondiali? Il film di Virzì è al contempo un elogio e una critica al grande cinema, che riesce, strappando qualche risata, a sottolineare l’importanza della narrazione. Ma è soprattutto un consiglio agli aspiranti narratori: se volete raccontare una storia guardate fuori dalla finestra.

Di Duna Viezzoli, Marco Rossi, Yara Al Zaitr