Retrospettiva Claudio Caligari

INVENZIONI DAL VERO – PARMA FILM FESTIVAL 2019

RETROSPETTIVA CLAUDIO CALIGARI

Amore Tossico

Regia: Claudio Caligari

Soggetto: Guido Blumir, Claudio Caligari

Sceneggiatura: Guido Blumir, Claudio Caligari

Fotografia: Dario Di Palma

Montaggio: Enzo Miniconi, Francesco Malvestito

Scenografia: Lia Francesca Morandini, Maurizio Santarelli

Costumi: Lia Francesca Morandini, Maurizio Santarelli

Musiche: Detto Mariano

Produzione: Iter International

Distribuzione: Gaumont, General Video, Vivivideo

Origine: Italia 1983

Durata: 96’

Sinossi: Tra la spiaggia di Ostia e il quartiere Centocelle seguiamo la drammatica routine di un gruppo di borgatari tossicodipendenti intenti a procurarsi la droga con ogni mezzo necessario, dall’accattonaggio ai piccoli furti, fino alla prostituzione. Due ragazzi del gruppo, la coppia di fidanzati Cesare e Michela, dopo una giornata particolarmente difficile e inconcludente decidono di farsi forza l’un l’altra e tentare, per l’ennesima volta, di condurre una vita pulita. Prima però decidono di farsi un’ultima dose, le cui conseguenze condurranno a un tragico epilogo. 

L’odore della notte

Regia:

Claudio Caligari

Soggetto: Dido Sacchettoni (dal romanzo Le notti di Arancia Meccanica)

Sceneggiatura: Claudio Caligari

Fotografia: Maurizio Calvesi

Montaggio: Mauro Bonanni

Scenografia: Maurizio Marchitelli

Costumi: Tiziana Mancini

Musiche: Pivio, Aldo De Scalzi

Produzione: Sorpasso Film

Distribuzione: Filmauro 

Origine: Italia 1998

Durata: 100’

Sinossi: A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, l’indolente poliziotto Remo Guerra (Valerio Mastrandrea) di notte si trasforma nel capo di una banda di sottoproletari specializzata in rapine a mano armata. In nome di un riscatto sociale altrimenti irraggiungibile, Remo e i suoi complici scelgono persone visibilmente abbienti per la strada e le costringono a portarli in casa per depredarli di ogni avere. Di rapina in rapina, il bottino cresce proporzionalmente alle violenze, fino a quando Remo comprende di non poter più continuare così.

Non essere cattivo

Regia: Claudio Caligari

Soggetto: Claudio Caligari

Sceneggiatura: Claudio Caligari, Giordano Meacci, Francesca Serafini

Fotografia: Maurizio Calvesi

Montaggio: Mauro Bonanni

Scenografia: Giada Calabria

Costumi: Giada Calabria

Musica: Alessandro Sartini, Paolo Vivaldi

Produzione: Case di produzione (non nomi dei produttori)

Distribuzione: Kimerafilm, Rai Cinema, Taodue Film, Leone Film Group

Origine: Italia 2015

Durata: 100’

Sinossi: Ostia, anni Novanta. I ventenni Vittorio (Alessandro Borghi) e Cesare (Luca Marinelli) passano le loro giornate tirando a campare, tra alcol, cocaina e scorribande notturne. Vittorio ha lasciato la fidanzata per la ragazza madre Viviana, che lo spinge a trovare lavoro. Cesare, dopo la morte della sorella, vive con la madre e la nipotina malata di aids. Vittorio, per salvarsi, prende le distanze da Cesare, che invece sprofonderà inesorabilmente. Il loro forte legame, però, farà sì che i due non si spareranno mai veramente, sperando in un futuro migliore. Insieme.

Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari

Regia: Simone Isola, Fausto Trombetta

Sceneggiatura: Simone Isola, Fausto Trombetta

Fotografia: Maurizio Calvesi

Montaggio: Mario Marrone

Scenografia: Alessandro Vannucci

Produzione: Kimerafilm (Paolo Bogna, Simone Isola), Rai Cinema, Minerva Pictures

Distribuzione: Minerva Pictures

Origine: Italia 2019

Durata: 105’

Sinossi: “Muoio come uno stronzo e ho fatto solo due film” diceva Claudio Caligari all’amico Valerio Mastandrea, quando provava a portare a termine il progetto per Non essere cattivo. Mastandrea è un personaggio chiave di questo documentario diretto da Simone Isola e Fausto Trombetta. Il film non è un semplice ricordo di uno dei maestri outsider più importanti del nostro cinema. È la storia dell’energia creativa di un uomo, è la storia di tre film realizzati nell’arco di quarant’anni (e di almeno trenta che non hanno mai visto la luce), è la storia dei luoghi frequentati e delle persone che hanno conosciuto e lavorato con Caligari e che grazie a quell’incontro sono cresciuti come uomini, come donne e come artisti.  

L'AUTORE

Claudio Caligari

Che Claudio Caligari fosse un fuoriclasse lo sappiamo tutti. Era un outsider dell’industria cinematografica, ma era anche molto amato dalla critica e, fortunatamente, oggi sempre più noto anche al pubblico, nonostante abbia realizzato soltanto tre film (Amore Tossico, L’odore della notte e Non essere cattivo).

Dopo il successo di Non essere cattivo nel 2015, portato postumo alla Mostra del Cinema di Venezia, il regista è stato protagonista di molti omaggi e retrospettive. L’occasione – sempre straordinaria – di proporre ancora una volta la proiezione sul grande schermo delle sue opere, giunge grazie al documentario diretto da Simone Isola e Fausto Trombetta, Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari, che sarà presentato in anteprima al Parma Film Festival, Invenzioni dal vero. Il film parla molto meglio di quanto non si possa scrivere in queste pagine del valore delle opere di questo regista, uno dei più importanti del nostro cinema. Isola e Trombetta scelgono di dare inizio al racconto su Caligari con la famosa lettera che Valerio Mastrandrea scrisse a Martin Scorsese, deciso a percorrere ogni strada possibile per produrre l’ultimo film dell’amico (“Il Messaggero”, venerdì 3 ottobre 2014). Merita di essere riletta.

Caro Maritno,


Ti scrivo per una ragione semplice. Tu ami profondamente il Cinema. In Italia c’è un Regista che ama il Cinema quanto te. Forse anche più di te. Certo non basta amarlo per farlo bene, il Cinema, ma questo signore prossimo ai 70 ha avuto poche opportunità per dimostrare il suo valore. Quando le ha avute, lo ha fatto. La sua filmografia fai presto a leggerla: Amore tossico, ’83, L’odore della notte, ‘98. Ti scrivo perché, dopo tanti anni di “resistenza umana” alla vita, a questo mestiere e alle sue dinamiche, questo signore ha avuto il coraggio di scrivere un nuovo copione, e di provare a girare un nuovo film. Da circa due anni un gruppo di amici di cui faccio parte lo sta supportando muovendosi nei meandri delle istituzioni e delle produzioni grandi e piccole ottenendo piccoli risultati ma importanti. Attorno a questo film si è creata un’atmosfera molto rara. In tanti lo vogliono fare per rispetto di questo signore e del più alto senso del Cinema e di chi vive per il Cinema. Molte delle eccellenze del nostro settore, hanno espresso la volontà di lavorare gratuitamente o di entrare in partecipazione. Ora, se starai ancora leggendo, ti chiederai «allora perché non riuscite a metterlo in piedi?» La risposta a questa legittima domanda ti obbligherebbe a un’altra domanda: «Ma è così difficile fare i film in Italia?»”

Questo è un altro discorso. Più lungo e più maledettamente ovvio, almeno per noi.

Caro Martino questa mia lettera è solo un tentativo che va ad aggiungersi alle centinaia che abbiamo fatto in questi due anni. Non riusciamo a raggiungere una cifra tale per mettere questo signore sul set: che è il suo luogo naturale. Ho pensato: questo signore parla e cita Martino come se fosse un suo compagno di scuola. Conosce il Cinema e soprattutto quello di Martino come lo avessero fatto assieme. A noi mancano tanti soldi per fare questo film. È piccolo ma ne mancano ancora tanti, anche per quel piccolo. Allora io chiedo a Martino di leggere il copione e di guardarsi Amore tossico. Spero che Martino lo faccia, si innamori del Cinema di questo signore e venga qui a conoscerlo, pronto a produrre il suo film insieme a noi che siamo la sua piccola banda che il Cinema lo ama e lo detesta forse per quanto lo ama. Spero che Martino non si offenda per come lo chiamo ma è questo signore che lo chiama sempre così. Ecco, questo ho pensato e questo spero. E anche se questa lettera sarà tradotta e con la traduzione forse si perderà la commozione con cui è stata scritta, sarà stato un altro tentativo a cui ne seguiranno altri magari ancora più folli. Perché il Cinema di questo signore, Claudio Caligari, merita più di quanto è stato fino a oggi. E perché lo ripeto, quanto lo ama Claudio, il Cinema, forse neanche tu, Martino. A nome della Crew di Non essere Cattivo ti ringrazio per l’attenzione.