Scoprire il mondo del cinema da un’altra prospettiva, la quarta giornata del Parma Film Festival

di redazione Capas

Giovedì 15 novembre il concorso di corti presentati da giovani studenti e neolaureati arriva alla sua quarta giornata al cinema Edison. Temi diversi, dalla situazione di Silvia, ragazza alle prese con le conseguenze di una scelta difficile, quella di lasciare gli affetti famigliari per trasferirsi in Australia, a la Nuova Nazione, uno stato creato in un futuro prossimo in cui sono stati espulsi tutti gli stranieri. Ma non solo, la prospettiva dei protagonisti dei piani alti delle case di provincia, la personalità eccentrica di Mario Lanfranchi, e un’analisi visiva dei ricordi di una famiglia fatta attraverso video delle loro vacanze.

Alle 15.30 l’Aula Magna del Liceo Paolo Toschi ha accolto l’evento “L’arte del montaggio cinematografico” di Marco Spoletini, il celebre montatore cinematografico. Con alle spalle un David di Donatello e due Nastri D’argento, Spoletini racconta le sue esperienze dal principio, “da quanto montavo con lo scotch”, aprendosi al giovane pubblico e rivelando anche i dettagli più curiosi sulla nascita di un film. Un evento piacevole e sereno dove gli studenti hanno potuto confrontarsi senza timori con la lunga esperienza del montatore di Gomorra e Dogman. Tante le curiosità degli allievi del Toschi che, quasi increduli, scoprono il mondo del Cinema da un’altra prospettiva, quella degli addetti ai lavori.

Alle 17.30 è stata inaugurata la mostra Anni Settanta, dedicata ad Alberto Bevilacqua, scrittore, regista, sceneggiatore e poeta parmigiano. Una raccolta di fotografie di Agnese de Donato che riporta alcuni dei momenti più belli sul set di La califfa, in cui il regista interagisce con i suoi attori. Spesso ingiustamente dimenticato, Bevilacqua ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi una fonte d’ispirazione per gli altri artisti italiani. La mostra ha lo scopo di ricordare un uomo che ha saputo far valere la sua voce nel mondo della poesia, della narrativa e del cinema, lasciando un’impronta fondamentale sul terreno artistico italiano.

Alle ore 21 all’Astra, infine, è stato proiettato in anteprima il film Cold War del regista polacco Pawel Pawlikowski, introdotto da Andrea Occhipinti, fondatore della Lucky Red, che ha poi dialogato col pubblico dopo la proiezione. La storia di questi due amanti polacchi tra gli anni ‘40 e ‘60 coinvolge lo spettatore fin dall’inizio per la sua semplicità ma soprattutto per la potenza delle immagini, rese da una splendida fotografia in bianco e nero che valorizza personaggi e ambienti. La musica di repertorio, che spazia dai canti popolari polacchi alle hit rock dell’epoca, è un perfetto accompagnamento per una storia fatta soprattutto di silenzi. Mirabili i richiami alle atmosfere spionistiche di quegli anni.

Di Giulia Moro, Fabio Manis, Yara Al Zaitr e Marco Rossi