Still Recording: l’arte che racconta la guerra

di Redazione Capas

A conclusione della giornata del 16 novembre, nel Parma Film Festival Invenzioni dal Vero, è stato presentato al cinema Edison Still recording, un film-documentario di Saaed Al Batal e Ghiath Ayoub che cerca in due ore di riportare un pezzo della guerra in Siria su grande schermo. Un lavoro che esce dal mondo dell’invenzione per essere testimone di una storia che non ha bisogno di alcuna sceneggiatura finzionale, perché di storie vere in guerra ce ne sono fin troppe da raccontare. Con una videocamera in mano e senza alcuna pretesa di perfezione stilistica, ciò che conta è il contenuto, non la forma. Così i due giovani cineasti girano per le strade della Siria, documentando combattimenti, distruzione e morte. Perfetto esempio di come l’arte si metta a disposizione di una grande causa, il film in questo caso non è più la ricerca della perfetta inquadratura o della perfetta luce. Un solo ciak: nessuna scena che si può ripetere, perché una bomba quando cade cade e non le si può chiedere di aspettare l’inquadratura giusta.

Continuare a registrare, a raccontare un mondo che nessuno vuole guardare, questa è la cosa importante per i due giovani, anche a rischio di morire. Il film di Al Batal e Ayoub non vuole essere però solo un ritratto dell’orrore. In mezzo alle riprese di combattimenti e bombardamenti infatti, i due reporter cercano di riprendere scene di vita quotidiana: un uomo che corre in mezzo alle macerie, un artista che disegna sui muri, dei bambini che giocano lanciandosi delle palle di neve.

In questo contrasto di armi e arte, scorre la vita dei siriani ripresi dalla videocamera. “La vita deve andare avanti”: dice l’atleta che corre in mezzo alle macerie. Continuare a vivere, continuare a registrare, perché finché c’è vita la videocamera avrà ancora qualcosa da raccontare.

di Yara Al Zaitr