Susanna Nicchiarelli, Roberto De Gaetano e Still Recording, i protagonisti della quinta giornata del Parma Film Festival

di Redazione Capas

Penultimo giorno per il Parma Film Festival, il 16 novembre si è aperto con il Cinebreakfast al Distretto del Cinema per gli studenti delle superiori, in contemporanea al workshop presso il Liceo Toschi di Marco Spoletini. Tra i banchi universitari invece c’è stata la masterclass di Susanna Nicchiarelli, regista, attrice e produttrice italiana e presidente di giuria al Concorso del Festival. “Le idee dei miei film contemplano sempre il rapporto tra l’individuo e la storia” racconta Susanna. E dai suoi film emerge che l’ideale porta sempre dentro un senso di sconfitta, che però non è mai una disfatta definitiva. Creare un film è un processo lungo che sottopone il regista a prove psicologicamente terribili, ma Susanna ha scelto la propria missione: raccontare un cinema diverso, più vero.

Dopo la Masterclass nell’Aula Ferrari, Susanna Nicchiarelli ha incontrato i detenuti della Casa di Reclusione di Strada Burla per la proiezione del suo Nico, 1988. Il piccolo teatro del centro di detenzione ha offerto un luogo d’incontro tra la regista e i detenuti, entusiasti di potersi confrontare direttamente con la creatrice del film. Un’opera singolare e profonda che gli spettatori hanno accolto con applausi, complimenti e tante domande. Un pubblico che si è immerso nella storia, che offre spunti e intuizioni che la regista accoglie con piacere, trovandosi spesso incuriosita dalle teorie nate pian piano durante il confronto.

Presso il cinema Edison si è inoltre conclusa la quinta e ultima giornata di presentazione dei corti che partecipano al Concorso. I temi non mancano di stupire: dalla ricerca estetica sperimentale e metaforica, alle riprese nostalgiche di discoteche abbandonate, dagli studi sulla street art ai retroscena del Teatro Regio. I giovani registi ci hanno accompagnato anche ieri in tante realtà diverse attraverso i luoghi e i personaggi protagonisti. Alla sera, è avvenuta la premiazione del film vincitore del concorso. Nonostante la presenza di due giurie la decisione sul vincitore è stata unanime, il vincitore del concorso è Io c’ero. Un corto che ha come protagonista la discoteca, mostrata in un montaggio parallelo tra il suo passato e il suo presente, dalla sua grandezza alla sua decadenza. Si parla di luoghi oramai abbandonati ma che nel passato hanno accolto migliaia di persone da tutta Italia.

Alle 18 nella libreria Feltrinelli si è svolta la presentazione del libro Cinema italiano: forme, identità, stili di vita di Roberto De Gaetano. Con una certa dose di provocazione, l’autore intende affermare che nessun’altra filmografia oltre a quella italiana, a partire dal neorealismo, è riuscita ad avere un legame così forte e saldo con la realtà. De Gaetano parte dalle riflessioni di Leopardi, per sottolineare come l’anti-epicità sia la caratteristica che ha sempre contraddistinto il popolo italiano, rendendolo tra i più caotici, ma anche tra i più riflessivi, e che di conseguenza è stato inevitabile il suo riflettersi anche nel cinema.

A conclusione della giornata è stato presentato Still recording, un film di Saaed Al Batal e Ghiath Ayoub che cerca in due ore di riportare un pezzo della guerra in Siria su grande schermo. Un lavoro che esce dal mondo dell’invenzione per essere testimone del vero. Con una videocamera in mano e senza alcuna pretesa di perfezione stilistica, i due giovani cineasti girano per le strade della Siria, documentando combattimenti, distruzione e morte, ma anche bambini che giocano e artisti. Continuare a registrare, a raccontare un mondo che nessuno vuole guardare, questa è la cosa importante, anche a rischio di morire.

Di Duna Viezzoli, Giulia Moro, Fabio Manis, Marco Rossi e Yara Al Zaitr